Fra Girolamo Savonarola, O.P.
03.10.82A Papa Alessandro VI
13 marzo 1497[8]
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03.10.82A Papa Alessandro VI
13 marzo 1497[8]
Fra Girolamo Savonarola, O.P.
03.10.82A Papa Alessandro VI
13 marzo 1497[8]
Opera Savonaroliana
Illustrazione del Convento di San Marco, Firenze
Opera Savonaroliana

Edizioni

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Beatissimo Padre, essendo ufficio del cristiano difendere l’onor di Dio, la fede di Cristo e la rettitudine del ben vivere, e veduto io le pecorelle essere per il malo esempio di molti pastori in tutto fuor della via, e predicando per questo la verità dell’Evangelio, confermando e fortificando la fede, insegnando la vita cristiana, prenunziando per divina ispirazione le cose future acciò che gli uomini si riducessero a penitenza, dando opera con ogni diligenza di nutrire la pace in questa città, ed avendo per tale cagione sostenuto e sostenendo molte persecuzioni dagli uomini cattivi, non meritavo certo che almeno la Tua Beatitudine mi fosse, come ella è ed è stata sempre, in questa cosa contraria; ma sì bene che mi prestasse ogni aiuto e favore.

Ma tu per l’opposto, avendo udite e lette le mie per sé tanto manifeste escusazioni e purgazioni, e avendo parimente inteso la verità delle mie predicazioni, la quale solo li empi e nemici della croce di Cristo protervamente negando mentono di non sapere e continuamente impugnano, tu, dico, avendo intese e conosciute tutte queste cose, hai tuttavia prestato sempre gli orecchi a tutti i miei calunniatori e detrattori della verità; e così privandomi di quell’aiuto che tu non solo come cristiano dovevi, ma ancora per lo ufficio tuo eri obbligato a prestarmi, hai aperto la via a’ lupi e dato loro ogni forza e facoltà d’impedire l’opera di Cristo.

Ma Dio, il quale elesse le cose umili e inferme del mondo per confondere le forti, ha esaudite le orazioni de’ suoi poverelli. Lui adunque è apparecchiato a provare questa verità, per la quale noi ora sopportiamo da te tanti mali; a provarla, dico, contro a te e a tutti gli altri suoi avversari e con ragioni naturali e con segni ancora sopra ogni natura. E saranno per tal modo queste cose manifeste e con tali argomenti comprovati coloro che impediscono questa opera di Dio. Imperocchè noi in questo non cerchiamo la gloria degli uomini, ma solo quella di Cristo; per la quale noi sommamente desideriamo di morire. Non volere, dunque, Beatissimo Padre, indugiare più a provvedere alla tua salute. Sta’ bene. Di San Marco, in Firenze, 3 di marzo 1497.

Beatissimo Padre, essendo ufficio del cristiano difendere l’onor di Dio, la fede di Cristo e la rettitudine del ben vivere, e veduto io le pecorelle essere per il malo esempio di molti pastori in tutto fuor della via, e predicando per questo la verità dell’Evangelio, confermando e fortificando la fede, insegnando la vita cristiana, prenunziando per divina ispirazione le cose future acciò che gli uomini si riducessero a penitenza, dando opera con ogni diligenza di nutrire la pace in questa città, ed avendo per tale cagione sostenuto e sostenendo molte persecuzioni dagli uomini cattivi, non meritavo certo che almeno la Tua Beatitudine mi fosse, come ella è ed è stata sempre, in questa cosa contraria; ma sì bene che mi prestasse ogni aiuto e favore.

Ma tu per l’opposto, avendo udite e lette le mie per sé tanto manifeste escusazioni e purgazioni, e avendo parimente inteso la verità delle mie predicazioni, la quale solo li empi e nemici della croce di Cristo protervamente negando mentono di non sapere e continuamente impugnano, tu, dico, avendo intese e conosciute tutte queste cose, hai tuttavia prestato sempre gli orecchi a tutti i miei calunniatori e detrattori della verità; e così privandomi di quell’aiuto che tu non solo come cristiano dovevi, ma ancora per lo ufficio tuo eri obbligato a prestarmi, hai aperto la via a’ lupi e dato loro ogni forza e facoltà d’impedire l’opera di Cristo.

Ma Dio, il quale elesse le cose umili e inferme del mondo per confondere le forti, ha esaudite le orazioni de’ suoi poverelli. Lui adunque è apparecchiato a provare questa verità, per la quale noi ora sopportiamo da te tanti mali; a provarla, dico, contro a te e a tutti gli altri suoi avversari e con ragioni naturali e con segni ancora sopra ogni natura. E saranno per tal modo queste cose manifeste e con tali argomenti comprovati coloro che impediscono questa opera di Dio. Imperocchè noi in questo non cerchiamo la gloria degli uomini, ma solo quella di Cristo; per la quale noi sommamente desideriamo di morire. Non volere, dunque, Beatissimo Padre, indugiare più a provvedere alla tua salute. Sta’ bene. Di San Marco, in Firenze, 3 di marzo 1497.

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